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Cascina I Carpini - Vini d' Arte

Newsletter di Aprile 2008

Buongiorno 

Con questa newsletter periodica, prosegue il percorso di informazione e cultura legato al mondo del vino.

Nella precedente edizione, abbiamo affrontato il tema del TERROIR , vedremo ora illustrati in maniera semplice e confidenziale, altri aspetti che concorrono ad influenzare le qualità del vino e che di conseguenza ne determinano il valore.

Secondo Aspetto importante nella valutazione di un Vino -- >> LA SCELTA VARIETALE, Il METODO DI ALLEVAMENTO e LA POTATURA

Ogni singola varietà di vitis vinifera, ( pianta che produce uva da vino ), ha delle sue ben precise caratteristiche che si devono poter ritrovare nel vino in relazione al TERROIR.

La presenza e la concentrazione di determinate sostanze naturalmente presenti nelle uve , sono fortemente influenzate, non solo dall’andamento climatico dell’annata, ma anche dal metodo di allevamento e di potatura praticati.

Agendo su di questi, il vignaiolo, oltre a consentire una sana vegetazione della pianta, può favorire o meno la concentrazione di alcune caratteristiche chimiche ed organolettiche del vitigno, ma mai potrà ottenere qualità che quella varietà di uva non possegga già di suo.

Conoscere il vitigno o i vitigni scelti , significa poter valutare un vino in funzione della sua capacità di esprimere le caratteristiche peculiari dell’uva di partenza senza stravolgerle.

Il tipo di impianto è determinante soprattutto per assicurare il corretto sviluppo della pianta dalla quale poter ottenere uve sane, non trattate o poco trattate con fitosanitari.

Una elevata densità di impianto, ( ceppi x ettaro ), unita ad una potatura che abbassa la produzione ( grappoli o gemme per pianta ), indicano la volontà di ottenere meno grappoli di uva con un contenuto elevato di caratteristiche tipiche del vitigno, che nel vino riconosceremo come struttura, alcool, gusto, colore e profumi.

Questa conoscenza ci consente di "smascherare" pratiche di lavorazione in vigna ed in cantina volutamente intraprese per non rinunciare alla produzione di quantità e conferire al vino qualità che il vitigno non ha espresso o non può esprimere.

Esiste la pratica di tagliare i propri vini con altri che, provenendo da zone e vitigni diversi,  hanno le caratteristiche mancanti, ma si può ricorrere anche alla additivazione chimica consentita dalla legge.

 Alcuni dei recenti scandali del mondo del vino, nascono proprio da queste pratiche, che seppur non sempre pericolose, sono vietate dalle disciplinari di produzione volutamente istituite per tutelare la tipicità di un vino ottenuto da un determinato vitigno.

E’ doveroso tenere presente che non tutti i vini in commercio sottostanno a disciplinari di produzione e che la legge comunitaria consente, quando un disciplinare non lo vieta, il ricorso a processi di trasformazione forzati con additivazione chimica senza obbligo di riportarli in etichetta.

Diremo quindi che un vino ”vale” tanto più è capace, con eleganza e raffinatezza, di esprimere quelle piacevoli particolarità che sono tipiche del vitigno e riconosceremo nella intensità delle sensazioni ottenute naturalmente, le scelte operate dal vignaiolo nel sacrificare la quantità per la qualità.

COLLI TORTONESI DOC – VQPRD  - LE VIGNE DI CASCINA I CARPINI

La normativa internazionale sui Vini di Qualità Prodotti in Regioni Determinate, equivale alla legge nazionale sulla Denominazione di Origine Controllata e sulla Denominazione di Origine Controllata e Garantita.

Quando riportata in etichetta, questa dicitura, definisce un vino che è stato ottenuto con uve specifiche, sottoposto a controlli istituzionali nel rispetto di una disciplina di produzione universalmente riconosciuta.

Come ogni disciplinare, anche quello per la vinificazione, ha però dei limiti, dentro i quali, ciascun produttore si muove liberamente ed è questa la ragione per la quale ci sono in commercio bottiglie che l’etichetta ci indica come simili se non equivalenti, il cui contenuto ed il cui valore sono, però molto diversi fra loro.

Nei nostri vigneti le grandi uve autoctone piemontesi  vengono allevate come si alleva un figlio, fornendo le condizioni migliori perché ogni varietà possa esprimere al meglio i propri talenti, senza pretendere qualità che non possiede, nel rispetto della propria tipicità

Alla Cascina I Carpini, abbiamo adottato la tecnica di allevamento nota come “ Cordone Speronato Basso “, è un sistema di allevamento che mantiene i grappoli ad una distanza ottimale da terra, consente un ottimo apporto di linfa, mantiene il vigneto pulito e sano limitando anche gli interventi di cura e prevenzione .

Prevede un una densità di impianto molto fitta ( 4800-6000 ceppi x ettaro) ed una potatura che abbassa le rese . Nei nostri vigneti si mantengono  circa dieci gemme per ceppo, la produzione è limitata ai soli grappoli perfetti e si ottengono circa1,2 Kg per pianta .

E’ bene sapere che una vigna, può produrre mediamente da 80 a 120 quintali per ogni ettaro, a secondo dell’annata e della varietà impiantata, noi la limitiamo al 60 / 70 %.

Una resa così contenuta unita alla densità di impianto elevata, favorisce la competizione fra le piante aumentando la qualità delle uve a discapito della quantità.

Con questa tecnica, rinunciamo a molta della produzione potenziale, ma ci assicuriamo che ciò che arriva in cantina, sia assolutamente privo di difetto, al massimo della sua espressione , grappoli sanissimo dai quali ottenere un mosto ricco, perfetto ed equilibrato, pronto a divenire un grande vino che supera ampiamente il limite minimo di requisiti imposti dal disciplinare di produzione per poter essere ammesso.

Oggi abbiamo capito che la varietà determina il carattere del vino e che la qualità che si ritrova netta e franca nella bottiglia è dovuta a scelte di allevamento e potatura, inoltre sappiamo che è necessario rinunciare alla quantità di produzione, consentendo alle piante di produrre solo il meglio, se vogliamo ottenere un vino di forte identità ottenuto senza additivazioni chimiche.

Non ci viene difficile immaginare che tanto migliori e soprattutto sane saranno le uve che vendemmieremo, tanto meno interventi di natura correttiva saranno praticati in cantina.

Essere informati, circa la provenienza, la varietà, il metodo di allevamento, la potatura, la densità d’impianto ed il rapporto fra quantità di uve prodotte e superfici vitate, consente una valutazione più consapevole della qualità e del valore del vino.

Non sempre questo è desumibile dalle informazioni riportate in etichetta, tuttavia impareremo più avanti che non è impossibile ricavarle osservandone altre presenti, ma non sempre immediate.

Cascina I Carpini, prepara per ogni vino, una scheda dettagliata dove queste ed altre informazioni sono ampiamente descritte e le inserisce in ogni cassa destinata al consumatore.

Fino ad oggi abbiamo parlato di TERROIR, SCELTA VARIETALE, ALLEVAMENTO, POTATURA, nella prossima Newsletter affronteremo il tema interessantissimo della VENDEMMIA e della FERMENTAZIONE

Paolo Carlo Ghislandi