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Cascina I Carpini - Vini d' Arte

Valutare il valore di un vino attraverso la sua etichetta

“Queste istruzioni non sono verità assolute, ma rappresentano un sunto della mia esperienza personale che raggiunge lo scopo con buona approssimazione nella maggior parte dei casi”.

Nelle precedenti edizioni, abbiamo visto come e soprattutto perché siano determinanti per la valutazione del valore di un vino elementi quali :

-          Il terroir ( territorio )

-          Le varietà, il tipo di allevamento e potatura ( vigna )

-          La Vendemmia e La fermentazione

-          La Maturazione, L’Elevazione e L’affinamento

                    

 

Ora cercheremo di individuare quindi il maggior numero di informazioni dall’etichetta per ricavarne il più possibile in funzione di quanto sopra.

Nel leggere una etichetta preoccupiamoci prima di tutto di vedere scritto “ Imbottigliato all’Origine da … “ , questa dicitura assicura che il vino è stato imbottigliato nello stesso luogo dove è stato vinificato. Se poi la frase termina con “dal viticoltore” possiamo desumere con buona certezza che le uve utilizzate sono quelle del produttore stesso.

Questa semplice frase unita all’indirizzo del viticoltore ci rende possibile con buonissima approssimazione identificare il terroir di provenienza indipendentemente dal tipo di vino che stiamo analizzando.

Un ulteriore approfondimento ci viene dalla denominazione che ci indica da quale zona vinicola e con quale varietà è fatto il vino.

Di fatto, un vino denominato DOC o DOCG oggi VQPRD  potrebbe anche essere stato imbottigliato altrove, pur rispettando la disciplinare, ma se esiste la dichiarazione di imbottigliamento, allora abbiamo la garanzia del suo valore riferito al territorio.

I vitigni ( varietà ) hanno caratteristiche diverse riconoscibili a secondo del tipo di annata, non sempre sono indicati, ma possono essere dedotti dalla denominazione quando presente.

Senza l’indicazione dei vitigni sarà difficile procedere alla determinazione del valore del vino che si ottiene valutando una varietà rispetto alla sua annata il suo territorio ed in rapporto alla gradazione alcolica.

In linea di massima e non senza le dovute eccezioni, una etichetta che riporti il vitigno come del resto l’annata è da preferirsi.

La gradazione alcolica, sempre presente per legge, è un altro fattore determinante in quanto, non da sola, ma unita agli altri elementi, ci dice che struttura ha il vino, sottintende le rese e conferma o meno la qualità di quell’annata.

In alcune occasioni l’etichetta riporta anche il numero di bottiglie prodotte, le rese per ettaro o le densità di impianto, questi sono elementi davvero importanti per determinare il valore di un vino e una etichetta del genere è da preferirsi soprattutto quando i numeri sono relativamente piccoli ad indicare una lavorazione artigianale curata.

Osservando più accuratamente, possiamo notare il numero di lotto che nella sua forma migliore e più trasparente ci indica anche l’anno di imbottigliamento.

Grazie all’anno di imbottigliamento ed alla differenza in anni che è trascorsa fra l’imbottigliamento e l’annata, possiamo subito attribuire un altro valore, cioè desumiamo se il vino ha fatto periodi più o meno lunghi di maturazione, elevazione e o affinamento in bottiglia.

Per un vino superiore ad esempio o una riserva degna di tale nome, è necessario un ben definito periodo di elevazione ed invecchiamento e quindi la distanza fra annata e data di imbottigliamento costituirà valore maggiore tanto più è grande.

La legge vieta di utilizzare in etichetta parole che posso trarre in inganno il consumatore come ad esempio “ buono “ , “ super “ o cose del genere quindi diffidate dai prodotti che le riportano perché purtroppo talvolta se ne incontrano.

 

LE ETICHETTE DI CASCINA I CARPINI

Cascina I Carpini ha scelto di creare vini emozionanti e fortemente legati al territorio, per questo motivo ha disegnato l’etichetta di fronte come una diapositiva dei momenti di vita rural-vignaiola.

E’ nella retroetichetta che invece troviamo maggiori informazioni di carattere tecnico grazie alle quali possiamo farci subito un’idea del valore del vino contenuto.

Troviamo subito la Denominazione DOC e Vqprd, poi l’annata, poi le varietà, un breve trafiletto di poesia che svela il carattere del vino contenuto, poi il numero di lotto parlante che ci dice l’anno di imbottigliamento ed infine la gradazione alcolica, viene poi chiaramente specificato che il vino è stato imbottigliato all’origine dal viticoltore nelle sue cantine di Pozzol groppo ed infine già dai primi imbottigliamenti del 2008 troviamo anche chiaro che la bottiglia è la numero nn su nnnn prodotte in totale.

                                   

 

Quindi dalla sola retroetichetta possiamo desumere il valore del vino con buona approssimazione perché sappiamo :

-          Terroir

-          Ottenuto da uve proprie e imbottigliato all’origine dallo stesso viticoltore

-          Denominazione di Origine Controllata e VQPRD

-          Varietà usate per ottenere il vino

-          Annata

-          Anno di Imbottigliamento

-          Gradazione Alcolica

-          Carattere del vino

-          Bottiglie prodotte totali

Quanto sopra rappresenta un bel numero di informazioni utili ed interessanti, ma se non dovessero bastare sulla stessa etichetta c’è scritto anche il riferimento al sito web dove ogni vino " si racconta ".

Nel caso di Cascina i Carpini, abbiamo voluto ulteriormente approfondire con schede tecniche allegate alle bottiglie e con schede elettroniche liberamente consultabili sul sito.

E con queste ultime indicazioni io vi saluto e vi ringrazio per l’attenzione prestata sperando che abbiate trovato qualche utile riferimento da utilizzare da subito per determinare il valore di un vino.

Paolo Carlo Ghislandi